Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della L.62 del 7/03/2001.

mercoledì 9 dicembre 2009

AGGIORNAMENTI. La cattura di Nicchi. Il Beneficio del dubbio a Feltri




In rete circola la notizia che Il Giornale di Vittorio Feltri abbia pubblicato il pezzo sull'arresto del boss Nicchi prima che questo venisse effettivamente arrestato.
Lo avevano segnalato gli amici L'Ottantanove e Nonleggerlo nei loro post. Da quello che mostrano questi due screenshot sembra infatti che il giornale di famigghia abbia dato la notizia dell'arresto del boss Nicchi alle 12:18, ben 3 ore prima del lancio AGI delle 15:20 e un ora e mezza prima dell'incursione in via Filippo Juvara a Palermo, avvenuto, secondo quanto scritto da Repubblica, dopo le 14:50.
Abbiamo fatto delle verifiche in merito.
Nel pomeriggio di oggi Wil entra in contattato la redazione de Il Giornale per chiedere spiegazioni.
Ecco il suo racconto:

AGGIORNAMENTO 15.12:
sono appena stato contattato dalla Redazione del Giornale, sembra che tutto questo sia stato un semplice errore tecnico, di digitazione. Mi dicono che la prima agenzia è uscita alle 15.27 (è vero) del 5 dicembre, e che loro subito dopo hanno scritto l'articolo. Professionisti eccezionali, anche perchè il primo commento all'articolo risale alle 15.45. In 19 minuti avrebbero fatto tutto, bruciando di molto la restante informazione italiana. Ma magari ci sta eh, attenzione. Mi dicono anche che l'articolo è stato aggiornato più volte anche nei giorni successivi, e questo può aver portato all'errore di cui abbiamo scritto ... subito vi saprò dire di più, bah.

Nel frattempo io ho contattato una mia fonte all'ANSA che mi ha fornito lo storico dei lanci d'agenzia a loro disposizione:
15:26 AGI
15:30 ANSA
15:37 rilancio AGI
15:41 APICOM
e tutti gli altri di seguito.

Consultandoci con Wil, siamo arrivati alla conclusione che sia verosimile la versione fornita dalla redazione de Il Giornale, cioè che ci sia stato un errore di battitura nell'orario di pubblicazione dell'articolo.

Quello che però ci lascia tutti un po' perplessi è che il primo commento postato all'articolo del giornale è delle 15:45 cioè meno di 20 minuti dopo il lancio d'agenzia al quale la redazione ha fatto riferimento.
Questo significa che in meno di 20 minuti il Giornale è stato in grado di apprendere la notizia, eventualmente verificarla, scriverla, inserirla e anche ottenere il primo commento. Tempi che manco Lance Armstrong.

Ma i fatti parlano chiaro: c'è stato un errore di battitura sull'orario della pubblicazione del pezzo e nonostante l'esiguo lasso di tempo fra il lancio AGI e il commento non ci resta che credere a quello che abbiamo verificato.

A meno che qualcuno non riesca a dimostrare di aver letto quell'articolo prima delle 15:26...........

AGGIORNAMENTO 10 dicembre ore 17:00
Dopo che Wil ieri ha telefonato alla redazione de Il Giornale è stato modificato l'orario di pubblicazione che ora è 20:00.
Il_freddo, uno dei lettori di nonleggerlo sostiene che lui ha letto l'articolo quasi sicuramente intorno alle 13, prima di uscire per andare al NBD.
Invece Candidus ha fatto notare che su internet è disponibile la copia cache di google che mostra la pagina aggiornata addirittura alle 11:18 del 5 dicembre. Guardate qui
Anche alcuni commentatori di lottantanove confermano di aver visto la cache.
Che dire? Il dubbio resta. Eccome. Ma abbiamo bisogno di qualcuno che riesca provare di aver visto quell'articolo tra le 12:18 e le 15:26....

domenica 6 dicembre 2009

No Berlusconi Day. Viola di Rabbia (Cit.)

Come al solito i numeri di questurini e organizzatori non si avvicinano, manco di poco: 90 mila per i primi, un milione per gli altri. Quel che è certo è che al NO BERLUSCONI DAY di Roma Sabato c'era davvero tanta gente, tanti striscioni, tanti slogan e tante bandiere. Troppe.
Tra la folla, oltre agli onnipresenti vessilli dipietristi, abbondavano le bandiere dell'intramontabile Rifondazione Comunista, ma anche qualche timido stendardo del PD e alcuni rigurgiti marxisti-leninisti-filoguevariani-comunisti. Insomma una gamma di colori da far invidia al ventaglio di tonalità disponibili per le cucine Ikea.





Ciò che a molti dev'essere sfuggito Sabato quando hanno deciso di scendere in piazza è che il NO BERLUSCONI DAY non avrebbe dovuto avere nessun colore politico. Chi è sceso in piazza lo ha fatto perché è stanco di questo governo, è stanco di Berlusconi ma soprattutto è stanco di tutti quelli come lui.
Stavolta sono addirittura d'accordo con Rosy Bindi, quando afferma di essere contraria all'adesione ufficiale dei partiti alle manifestazioni dei liberi cittadini che vogliono essere ascoltati e non strumentalizzati. Il che è emblematico da parte mia.
Al di là delle polemiche sul presunto zampino di Di Pietro nel movimento NBD, l'unico colore presente avrebbe dovuto essere il viola perché in piazza non c'erano partiti, ma persone, cittadini.
Invece i soliti noti non hanno mancato l'occasione di mostrare i loro colori e i loro simboli e volersi appropriare della piazza che è nostra.
Accanto a me a San Giovanni c'è stato un momento di tensione tra Rifondazione Comunista e "voi".
Le bandiere rosse abbondavano in mezzo alla folla e oltre a infastidire parecchie persone impedivano di vedere il palco e di fare le riprese.
Abbiamo chiesto di abbassarle, e un "compagno" ha domandato il perché ribadendo la sua intenzione di tenere alta la sua bandiera.
Che un rifondarolo attempato mi dica "io la bandiera la tengo perché noi siamo scomparsi nell'organizzazione di questa manifestazione e abbiamo il diritto di esprimere le nostre idee", abbiate pazienza ma per quanto democratica io sia, non lo posso accettare.
Ho allora provveduto ad informare il "compagno" che non eravamo alla festa dell'Unità e lì non c'erano i partiti ma solo cittadini e che le bandiere dovevano essere lasciate a casa. La politica deve stare fuori dalla proteste di piazza.

"Voi avete organizzato tutto senza consultarci".
"Voi volete prendervi i meriti... ci avete esclusi".

Scusa compagno, ma VOI chi?
"Voi viola".
Compagno, ma perché io ti sembro viola? Va bene forse sono un po' palliduccia e stanca dopo 5 ore passate a camminare, ma non credo di essere viola.
Manco a dirlo si riconferma la ragione per la quale il PRC è fuori dal parlamento: la totale incapacità di essere uniti. Perfino nell'ambito di una manifestazione come il No Berlusconi Day riesce a dissociarsi e a fare "bancarella a sé".

Per i politicanti è facile scendere in piazza, in mezzo alla gente esausta di questo governo ladro e mafioso, portandosi dietro le loro Bandiere eh?
Perché Rifondazione Comunista scende in piazza per chiedere le dimissioni di Berlusconi quando quell'uomo è al governo anche per colpa sua?
Perché Rifondazione Comunista è così bramosa di avere dei meriti? Non sarà forse vittima di un qualche complesso di inferiorità?
Non sono solita a sputar sentenze o spargere in giro consigli inutili, ma in virtù della poca dignità di cittadina italiana e di elettrice che ancora mi resta, ho sentito il bisogno di parlare.

Che andassero in Parlamento a protestare contro Berlusconi, a respingergli le leggi o a risolvere il conflitto d'interesse. Hanno avuto 15 anni di tempo per farlo, ma forse avevano una scala di valori diversa dalla mia e ora si arrogano il diritto di portare in piazza le loro bandiere.
C'è poco di cui essere orgogliosi cari rifondaroli, e parla una che ha votato Falce e Martello finché è riuscita a trovare un motivo per farlo.
Una "compagna" mi ha risposto reclamando la sua "dignità politica". Cara signora, le ho risposto Sabato e lo ripeto ora, io tengo più alla mia dignità umana e di cittadino che a quella di partito. E' evidente, la scala di valori è diversa.

Volevo scrivere qualcosa di meno personale all'inizio, di ironico e simpatico ma io in piazza c'ero. E insieme a me c'erano altre 90 mila o 350 mila, o un milione di persone per un solo motivo. Dire ai nostri politici che è ora di smetterla di prenderci per il culo.
Quindi niente di simpatico stavolta. Solo tanta rabbia! E che dolga pure a qualcuno. Questo è il mio No Berlusconi Day.

bed




lunedì 9 novembre 2009

Giovanardi: Cucchi morto perché tossicodipendente e anoressico

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, ha dichiarato stamattina a "24 mattino" programma di Radio 24, che Stefano Cucchi è morto perché "sieropositivo, anoressico e tossicodipendente".
Beh certo, se fosse stato un ragazzo sano e in carne probabilmente avrebbe retto meglio alle botte e non sarebbe morto...

bed

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Il video è caricato anche sul mio canale YT

mercoledì 28 ottobre 2009

Gli operai del Petrolchimico di Porto Torres rifiutano l'accordo con l'ENI. E' una truffa



La partita è ancora aperta. L'accordo con l'ENI ha ricevuto 385 no. 6 sono stati gli astenuti, un voto nullo e 108 le schede a favore. Si sono espressi in questo modo gli operai del Petrolchimico di Porto Torres, durante l'assemblea che si è svolta nella mattinata di ieri all'interno dello stabilimento.
Il disappunto delle tute blu turritane si è manifestato già all'indomani del patto e quest'ultima votazione non ha che confermato quanto era già stato detto in precedenza.
L'accordo è un bluff, uno specchietto per le allodole per dare lustro ai sindacati di settore CGIL, CILS e UIL. Degli 800 milioni di euro stanziati dall'ENI infatti, 530 sono destinati alla bonifica, 101, da dilazionare tra il 2010 e il 2013, per interventi su impianti e servizi mirati al recupero dell'efficienza e del risparmio energetico e 150 milioni di euro per realizzare un centro logistico per prodotti petroliferi.
Ma di fatto, di tutti quei soldi, resterebbero solo 101 milioni per la manutenzione nei prossimi due anni e per gli esuberi del personale, dato che quelli per le bonifiche sono dovuti per legge e non vanno dunque intesi come impegno economico e i 150 milioni per la logistica, serviranno per stoccare idrocarburi non prodotti nel Nord Sardegna.

"L'accordo, firmato in tutta fretta dall'Eni e dai chimici dei sindacati, non ha tenuto conto né della volontà degli operai, né delle reali necessità del territorio" ha detto Antonio Rudas, segretario, dimissionario, della CGIL Sassari.
Dimissionario, appunto, perchè agli operai lui aveva assicurato che il patto con l'ENI non sarebbe stato siglato, e dato che le promesse non sono state mantenute, Rudas ha deciso di mollare.

Nei prossimi giorni, gli operai comunicheranno la loro posizone ai vertici sindacali. Quindi ancora tutto da giocare. I lavoratori non si arrendono, l'impianto di Porto Torres è una risorsa per tutto il territorio. Ancora lotte, e ancora destini in sospeso. E chissà per quanto.


bed




domenica 18 ottobre 2009

Io sto col calzino turchese



Sarà pure stravagante, e per alcuni potrebbe perfino essere una "stranezza" ma 'sto calzino turchese è davvero caruccio, anche se, e cito "in tribunale non è proprio il caso di sfoggiarlo".

L'esempio di alto giornalismo che ci ha offerto qualche giorno fa quel grande canale d'informazione qual è Mattino 5, condotto da quel baluardo della libertà di stampa di Claudio Brachino è stato a dir poco sublime.

Utilissimo per il cittadino-elettore medio, sapere che il giudice Raimondo Mesiano indossa calzini turchesi abbinati a mocassini bianchi.
Anche se Annalisa Spinoso, col sostegno di Brachino, trova l'abbinameto decisamente strano.

Certo, detto da chi lavora per uno che usa l' AZZURRA libertà come motto del proprio partito suona un po' male, anche perché diciamocelo, azzurro e turchese fanno pendant così bene.

Però ecco, bisogna ammetterlo, l'idea che sia stato un giudice coi calzini turchesi a condannare Silvio Berlusconi al pagamento di 750 milioni di euro perché la Finivest, per ottenere la Mondadori, ha corrotto il giudice Metta, amico intimo di Cesare Previti, è davvero inquietante. Mi sa che Brachino ha ragione: la vittima è lui.

bed

martedì 13 ottobre 2009

Berlusconi beato. Che grande idea



Dopo il Nobel per la pace mancato per colpa di quel comunista di Obama, dalla rete arriva un'altra proposta indubbiamente migliore della precedente.

Signori e signore, nasce il comitato per la beatificazione di Silvio Berlusconi!
On line dal 28 settembre, il sito www.berlusconibeato.com, promuove la beatificazione del nostro caro presidente del Consiglio.

I promotori si dichiarano "un gruppo di fedeli che sostengono con passione la morale cattolica e la giustizia divina".

Hanno deciso di appoggiare con forza la causa della beatificazione di Ilvio perché il nostro paese stava scivolando in mano ai comunisti, ai musulmani ed agli eretici ed è stato salvato da un unico grande provvidenziale uomo: il presidente Silvio Berlusconi. Infatti nessuno negli ultimi 150 anni di unità nazionale lo merita quanto lui.

Il comitato è "completamente autofinanziato" e "non nasce per iniziativa del PDL, nè del Presidente Silvio Berlusconi, ma per volontà sincera della società civile, italiana e cattolica".

Secondo i promotori "chiunque sia in possesso delle proprie facoltà mentali e non sia stato portato sulla via del maligno dai giornalisti e dalle televisioni al servizio del male sa bene che la speranza, quella stessa speranza che i comunisti ed i loro scellerati compagni di strada, vogliono uccidere, oggi si ritrova in un unico e grande uomo: il presidente Silvio Berlusconi".

I malvagi, come "Massimo D’alema, Romano Prodi, Fassino, Bertinotti insieme alle Brigate Rosse a Osama Bin Laden ed alle sette legate alla pedofilia internazionale stavano cercando di prendere il potere in Italia e di costringere tutti ad una vita di miseria, di strupro morale e fisico, di violenza, fame e repressione. In una parola volevano imporre agli italiani il comunismo. Ma proprio quando il triste disegno del nemico di Dio si stava per realizzare è giunto un uomo capace di salvare noi tutti dalla fosca notte. Un uomo che, solo contro il male, ha saputo portare verità e giustizia, amore e fede nel nostro paese sull’orlo del baratro".

Il presidente, continua il comitato, "non è semplicemente un uomo politico, non è semplicemente un imprenditore, non è semplicemente un uomo di cultura, un uomo di fede, un difensore della verità e della vita, il presidente Silvio Berlusconi rappresenta oggi l’unica vera via alla Luce Divina disponibile sul nostro mondo terreno. Un mondo di peccato ma anche un mondo dove la gloria del signore può e deve essere celebrata attraverso le opere del nostro presidente. E' quindi assolutamente necessario che la società civile tutta si mobiliti per riconoscere lo status di beato al nostro salvatore”.

Firmatari del comitato ci sono avvocati e dottori. Tale Massimo Scaloia, con un cognome molto simile al noto ministro dello sviluppo economico. O l’avvocato, Paolo Di Stefano, omonimo del noto imprenditore scippato, da Rete4, delle sue frequenze.

Ci sarebbe da chiarire che per beatificare qualcuno è necessaria una condizione fondamentale, ossia che il candidato sia abbondantemente trapassato. Ma insomma, i tempi potrebbero anche essere maturi perché il Nostro sia pronto. Diciamocelo.

La notizia sembra giri ancora timidamente sulla rete, ne parlano il Sole24ore e qualche forum, anche se per il loro contatore si accumulano già 29464 visite.

Questo della beatificazione di Ilvio supera perfino il sito a favore del Nobel per la pace. È anche possibile finanziarlo con delle donazioni, e io stavo anche pensando di farlo, ma ho l'impressione che sia una bufala.

Però devo riconoscere che è geniale. Io stimo gli ideatori, che dovrebbero essere Massimo e Patrizia Scialò dello staff di emergenza.net, o per lo meno così dicono i siti whois in giro per la rete.

Mi inchino e chapeau al comitato per la beatificazione di Berlusconi e che le nostre preghiere e quelle dei nostri amici possano illuminare il vostro cammino quando arriverà il momento nel quale vi unirete a noi per la Gloria di Dio e del Presidente.

bed

PS: Grazie a Beppo per le dritte

Pagava in nero. L'On. Carlucci condannata





C'è chi predica bene ma, a quanto pare, razzola maluccio. Sul Corriere della Sera di oggi (evidentemete comunista) una notiziola fresca fresca: L'Onorevoledel PdL Gabriella Carlucci è stata condannata al pagamento di 10.170 euro e 39 centesimi perché dal 2004 al 2006 pagava in nero la sua portaborse.

Lo scandalo, secondo quanto raccontato dal quotidiano, è scoppiato nel 2007: un servizio delle Iene rivelò che soltanto 54 fra i 683 collaboratori dei 630 deputati in possesso del tesserino per accedere alla Camera erano in regola. Un vergognoso 8 per cento.

Secondo la ricostruzione, l'onorevole, e sottolineo ONOREVOLE, all'inizio dava alla sua assistente 500 euro al mese, e sottolineo 500, poi 1.000 dal settembre del 2004 al giugno 2006.
La parlamentare furbetta, nel suo ricorso ha specificato che si trattava di «Retribuzione che veniva erogata direttamente all'assistente». Senza che fosse mai stato «sottoscritto né visionato alcun contratto» né fosse stato stipulato «alcun accordo formale».
Sembra che da Montecitorio l'unico commento sia stato un ovvio "no comment".

domenica 11 ottobre 2009

Francesco Saverio Alessio: "ho abbandonato la mia casa, la mia terra e vivo ormai come un nomade".


Intervista a Francesco Saverio Alessio, autore insieme con Emiliano Morrone, del libro "La società sparente". Un'inchiesta sulla collusione fra ’ndrangheta e politica in Calabria, sulla sparizione della società calabrese succube delle infiltrazioni mafiose.
Oltre ad aver subìto il boicottaggio della distribuzione del libro, sia Francesco che Emiliano sono stati vittime di ripetute minacce di morte che li stanno costringendo a vivere nascosti.
Francesco ed Emiliano erano presenti a Roma, durante la marcia delle agende rosse del 26 settembre 2009.

Ecco la sua intervista.
bed


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