Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della L.62 del 7/03/2001.

domenica 30 agosto 2009

Fini sulla dignità dell'essere umano. Ma ecco cosa può succedere grazie al suo governo

Scatenano un putiferio le dichiarazioni che il presidente della Camera Gianfranco Fini ha rilasciato giovedì scorso alla Festa Democratica del PD. La Chiesa non è molto contenta che un "erede del fascismo" faccia dei moralismi, e anche la Lega vede un po' storto l'intervento del Presidente della Camera.

Da notare, perché divertente, che Fini è stato l'unico a confermare la sua presenza. Tutti i ministri infatti si sono sentiti offesi dal mancato invito a Silvio Berlusconi, ma soprattutto dalla battuta degli organizzatori per argomentare questa decisione: «è una festa, non un festino ». Simpatici però questi del PD.

Ma, nonostante i bei discorsi del compagno Fini, sulle cronache dei giornali si trovano fatti come questi, che a leggerli non ci si crede. Ti rapinano, chiami la polizia, arrestano i ladri e poi ti denunciano.
Può succedere anche questo a chi è clandestino irregolare ora che il decreto sicurezza è legge.
I fatti. La notte di domenica 9 agosto, un giovane bengalese passeggiava per le vie di Torino. Aggredito da tre rumeni, tutti regolari, Ionel Viorel Ardelanu, 18 anni, Adrian Pedru Lupu e Iulian Constantin Nastasa, entrambi di 20 anni, è stato derubato del portafoglio.
Il ragazzo, ha chiamato il 113 e ha fatto arrestare i ladri, ma anziché vedersi restituito il portafoglio è stato denunciato perché irregolare, in base all'articolo 10bis del decreto sicurezza.
Ecco una delle nefaste conseguenze di questo intervento del Governo, entrato ufficialmente in vigore dal 24 luglio scorso, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta.
Invece di premiare un cittadino onesto o, se proprio vogliamo evitare di dare per scontato le cose, un cittadino che agevola la giustizia, viene punito in nome di una legge xenofoba e razzista.

Alla festa Democratica, vuoi perché galvanizzato dalla folla presente, vuoi perché è davvero convinto di quello che dice (e io non lo escluderei, sentite che cosa dice al congresso di AN che confluisce nel PDL, dello scorso 22 marzo), Fini ha espresso un semplice concetto fondamentale che va rispettato sopra ogni altra cosa: LA DIGNITA' UMANA. Però sembra che il suo governo, i suoi leader (e se vogliamo anche la sua legge sulla sicurezza scritta, a suo tempo, con Bossi ) non conoscano questo concetto.
Amici, vi lascio ai discorsi del COMPAGNO FINI



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Video caricato sul mio canale YT.

QUI potrete vedere la prima parte dell'intervento di Fini, in cui si esprime a proposito del dibattito Chiesa-Lega.




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sabato 8 agosto 2009

Berlusconi, conferenza stampa di bilancio del Governo. Va tutto alla grande.

Va tutto alla grande ragazzi, non vi preoccupate. Ce l'ha assicurato venerdì il presidente del consiglio nel corso della conferenza stampa sul bilancio dei primi 14 mesi di governo. L'OCSE, secondo Berlusconi, dice che l'Italia è la prima in Europa per segni di ripresa dalla crisi economica. Ironico che l'Istat non sia dello stesso parere, pubblicando i dati sul calo del PIL, rispetto al secondo trimestre del 2008, pari al 6%. Il Prodotto Interno Lordo, ad esempio, tanto per rendere l'idea, è diminuito del 5,6% nel Regno Unito e del 3,9% negli Stati Uniti. Ma l'Istat è comunista, lo sappiamo e comunque noi non siamo economisti, per cui dovremmo occuparci di argomenti più terra terra.
Ad esempio, il primo in ordine cronologico. L'esordio rampante del nostro Prode, che preoccupato si informa dai giornalisti (e qui cito perché è una perla): «Che aria si respira in RAI con i direttori che ho fatto io?» Ma non vi allarmate, le nomine RAI sono state fatte nella piena democrazia e senza il benché minimo intervento politico, era solo una burla.
Un'altra simpatica questione analizzata dall'occhio critico del caro Silvio è l'aneddoto sulla Merkel. Ricordate quando, in occasione del G20, il primo ministro tedesco spazientita lasciò Berlusconi fuori da solo a chiacchierare al cellulare mentre lei accoglieva i delegati delle altre nazioni? Uno degli operatori presenti commentò con un simpaticissimo e oltremodo eloquente: «Che figura di merda!» Bene non è come tutti voi malpensanti maliziosi credete: «e poi ancora questa storia delle gaffes, io ero al telefono, continuo a vederlo scritto ancora. E la signora Merkel veniva sempre a chiedermi continuamente "Allora ce l'hai fatta? Ce l'hai fatta?" Sono stato al telefono ore con Erdogan[...]». Insomma Silvio stava risolvendo una questione di importanza internazionale mentre la Merkel e tutti gli altri leader presenti erano attoniti dall'apprensione. Per cui checché ne dica la gente si stava sacrificando per tutti noi. Vorrei che vedeste anche voi che Lui dice la verità.


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Poi un'altra notevole perla: il colpo di genio del premier per i lavori a La Maddalena. Un colpo di genio, come dice lui, che deriva (e cito anche qui perché merita) dalle sue «esperienze precedenti come costruttore. Spezzettare la commessa, introdurre 3 turni di lavoro di 8 ore, con una che si sovrappone, compreso il sabato e la domenica. Risultato, si è fatto un lavoro di 2 mesi in 16 giorni. Grazie a questi escamotages siamo riusciti a terminare utilmente tutti i lavori de La Maddalena pronti a ricevere i vertici. Ma, ma (e qui che casca l'asino [ndr]) è successo che abbiamo avuto il terremoto dell'Aquila e soprattutto (attenzione! [ndr]), un vecchio velista presidente del consiglio (un lupo di mare direi [ndr sempre]), si è ricordato del Maestrale ( è risaputo, la grande piaga del mediterraneo [ancora ndr]), e quindi siccome si sarebbero dovuti utilizzare gli elicotteri dall'aeroporto di Olbia a quello de La Maddalena, se fosse arrivato il Maestrale sarebbe scoppiato il caos. Le due cose messe insieme, in una notte ad occhi aperti (chissà che faceva, anzi che si faceva fare, mentre pensava e rifletteva [ultimo ndr]) mi hanno convinto a spostare il G8 a L'Aquila».

Gli implacabili giornalisti presenti hanno in tutti i modi cercato di sgambettare il Prode Cavaliere, ma a nulla è valso il biecco tentativo. «Questo non è un governo debole ma un governo molto, molto robusto. [...] Non ho scheletri nell'armadio».

Volevo anche farvi notare questo. Le dichiarazioni della figlia Barbara, secondo Berlusconi, sono state estrapolate da un contesto.


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Questo è il contesto, voi cercate l'estrapolazione.

E poi il botto finale, questa mi è piaciuta un sacco. Non mi dilungo nei commenti, guardate qui

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Grazie a HeleneBendetti per avermi passato il video



Mentre qui un bel riassunto col meglio del suo meglio.


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Grazie all'amico Trarco Mavaglio per il video

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giovedì 6 agosto 2009

Le intercettazioni su Berlusconi distrutte. Guzzanti, quando si dice covare la serpe in seno


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Grazie a Luca Mengoni per aver passato il video.

Ormai è un complotto, non ci sono altre spiegazioni. I suoi vecchi compagni di partito, perfino la figlia Barbara...Tutti hanno qualcosa da dire contro Silvio Berlusconi.
Solo qualche giorno fa, Barbara Berlusconi dichiarava a Vanity Fair che un uomo politico non si poteva permettere la distinzione fra vita pubblica e privata, facendo cadere così il castello di sabbia del rispetto della privacy tanto caro, non solo al padre Silvio, ma anche all'avvodeputato Ghedini.




E ora è la volta di Paolo Guzzanti. Così, quatto quatto zitto zitto, sferra un colpo da maestro, un Flèche che manco Aldo Montano a confronto (e scusate la similitudine).
Dichiarazione fresche fresche quelle dell'ex deputato del PDL, direttamente dal suo blog inaccessibile ieri, pare per i troppi accessi. Si parla di conversazioni irripetibili e agghiaccianti. «Dettagli sessuali talmente imbarazzanti che non ho alcuna intenzione di riferire. Ci sono in mezzo donne e uomini che parlano di queste vicende».
Dunque. Nel suo blog e come lui stesso dichiara nell'intervista qui sopra, ci sono state delle intercettazioni emerse nell'ambito dell'inchiesta di Napoli ma fatte distruggere da Roma.
Ma, racconta Guzzanti, un «famoso direttore» le avrebbe fatte leggere «a un numero imprecisato di persone, deputati e deputate di Forza Italia per lo più ». Così alla fine qualcuno avrebbe riferito a Guzzanti il contenuto di quelle registrazioni, in cui «persone che ora ricoprono cariche altissime si raccontano tra loro cose terribili».

I dettagli sono «disgustosi», «Io dico, e lo confermo, che le cose che mi sono state raccontate da più fonti (e io sono uno dei mille e più di mille raggiunto dai dettagliati resoconti di chi ha letto) sono assolutamente disgustose: rapporti anali non graditi, ore e ore di tormenti in attesa di una erezione che non fa capolino, discussioni sul prossimo set, consigli fra donne su come abbreviare i tormenti di una permanenza orizzontale pagata come pedaggio. I dettagli sono centinaia e non sono io che li nascondo, perché io sono soltanto uno cui alcuni lettori dei verbali (persone serissime, uomini e donne, tutti della stessa area di centro destra) hanno raccontato ciò che hanno letto, ovviamente con una massiccia concordanza dei dettagli stessi».
Tutte intercettazioni in mano a innumerevoli direttori dei giornali che, dietro richiesta addirittura di Girgio Napolitano, avrebbero taciuto.
Ma il Quirinale smentisce categoricamente: «È assolutamente priva di fondamento l’insinuazione, riferita dal senatore Paolo Guzzanti, secondo la quale il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avrebbe sollecitato non si sa quali direttori di giornali a non pubblicare taluni atti giudiziari che sarebbero in loro possesso».
Ma l'ex deputato pidiellino si dichiara disponibile a fare nomi e cognomi a qualsiasi magistrato decida di interrogarlo.
E nel frattempo, il capogruppo dell'Idv, Massimo Donadi, annuncia che il suo partito è pronto a presentare una denuncia alla magistratura perché indaghi su quanto affermato dal parlamentare.

Oh non ci si può fidare proprio più di nessuno eh!


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mercoledì 5 agosto 2009

"Carlo-franco" è il nome dell'agente segreto dalla faccia deformata



Era sparita dagli atti del processo, ma oggi stranamente, è stata ritrovata la SIM che Massimo Ciancimino consegnò ai magistrati. All'interno di questa scheda il numero dell'agente segreto che avrebbe fatto da tramite nelle trattative fra Stato e Mafia.
"Carlo-Franco" è il nome in codice dello 007 dal volto deformato. Si è sentito spesso parlare di quell'uomo con la faccia spaventosa implicato, non si sa ancora in che termini, con le stragi mafiose degli anni Novanta.
Massimo Ciancimino aveva sostenuto coi PM che il numero dell'agente "Carlo-Franco", era inserito nella rubrica di uno dei cellulari che utilizzava prima di essere arrestato. L'agente dei servizi sarebbe stato in contatto con Vito Ciancimo e suo figlio, anche per mediare la trattativa fra Cosa Nostra e Stato. L'uomo, che ha una malformazione alle labbra, farebbe parte di un apparato di sicurezza dello Stato, che da oltre 16 anni è in contatto con i Ciancimino.
Pare, secondo i magistrati, che proprio Carlo-Franco avrebbe avuto da Riina e Provenzano la lettera con cui Cosa Nostra chiedeva di avere a disposizione un canale televisivo e faceva riferimento a uno di quelli in possesso di Silvio Berlusconi.
Dopo il ritrovamento della carta SIM, Ciancimino jr è stato sentito ieri mattina per oltre 3 ore dai PM di Palermo, Nino Di Matteo e Roberto Scarpinato, e il verbale è stato secretato.

Inoltre il figlio dell'ex sindaco di Palermo aveva anche parlato di "garanzie politiche" chieste da suo padre al colonnello Mario Mori: "Della trattativa doveva essere informato il presidente della commissione antimafia Luciano Violante. Un altro misterioso interlocutore aveva invece detto che il ministro Mancino già sapeva".
Dopo aver lette queste rivelazioni sui giornali dei giorni scorsi, Violante ha contattato i magistrati di Palermo, chiedendo di essere ascoltato. Ha spiegato che per davvero qualcuno gli chiese di incontrare "in modo riservato, a quattr'occhi" Vito Ciancimino e che la proposta era di Mario Mori subito dopo la sua nomina alla commissione Antimafia, nel settembre 1992. Violante ha messo a verbale di aver rifiutato qualsiasi contatto con il sindaco boss.

martedì 4 agosto 2009

Pacchetto sicurezza. Commento e analisi dell'avvocato Alessandra Ballerini

Dal Blog amico Un Nuovo Ordine, Ricevo e volentieri pubblico.

La Costituzione italiana, ma anche un lungo elenco di trattati internazionali, ha come premessa dichiarata un certo numero di diritti. Il riconoscimento di tali diritti a tutte le persone indistintamente è la condizione di base affinché la Costituzione abbia valore (etico prima che giuridico) e un’efficacia nella quotidianità della gestione delle leggi, del potere, della cittadinanza e dei rapporti tra di questi.

Prima di finire a fare da premessa indispensabile alla nostra Costituzione, alla carta fondamentale di altri paesi o a trattati internazionali, quei diritti sono stati oggetto di elucubrazioni, contese teoriche contenute in libri che sono il fondamento dell’era contemporanea. Alle teorizzazioni sono seguite lotte, morti, sacrifici per far sì che la teoria divenisse azione quotidiana consolidata, quasi “scontata”. Se oggi ripugna alla nostra coscienza che un bambino venga costretto con la violenza a lavorare, o che una persona venga tenuta in stato di schiavitù, lo si deve a quei libri e a quelle lotte.

C’è stato quindi un processo di evoluzione nell’affermazione di regole e diritti generali validi per tutti gli esseri umani, indistintamente. Prima si è operato per un riconoscimento dei valori generali universali che, una volta “metabolizzati”, hanno finito per essere considerati scontati e ovvi, e affermati come premessa irrinunciabile a carte e dichiarazioni che a loro volta riconoscevano e sancivano diritti e doveri più particolari e circostanziati. Tutto questo per dire che principi come quello della libertà personale, della libertà di espressione senza distinzione di sesso, razza, religione o altro, il principio di uguaglianza tra tutti gli esseri umani, e tanti altri, sono frutto di un lungo percorso, hanno radici profonde che hanno dato vita a un albero ramificato e frondoso, di cui da più di cento anni ogni uomo libero si giova nella vita di ogni giorno.

Eppure, forse proprio perché si tratta di radici sepolte nella nostra storia, forse un po’ nascoste, tendiamo a dimenticarcene, a trascurarle. Così parassiti, agenti aggressivi e ostili possono tentare, e talvolta riuscire, a intaccarle, a sporcarle, addirittura a reciderle, contribuendo a far sfiorire ciò che di buono ed evidente esse hanno prodotto lungo la storia. Abbiamo assistito recentemente a un primo colpo netto a uno dei principi fondanti in assoluto, quello di uguaglianza, uno dei più antichi (appare nella sua definizione giuridica di base nella Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo del 1789): la Legge Alfano, impropriamente definita “lodo”, rappresenta una prima gravissima frattura etica e giuridica, e un passo indietro di oltre due secoli rispetto al processo storico. Non a caso insigni giuristi ne hanno già ampiamente dimostrato l’infame invalidità, e si attende un pronunciamento in questo senso della Corte Costituzione che, si auspica, la polverizzerà definitivamente, come già aveva fatto con il cosiddetto precedente “Lodo Maccanico-Schifani”, che nel 2003 aveva tentato la stessa mossa.

Tra nove giorni diventerà esecutiva e valida su tutto il territorio italiano la normativa identificata come “pacchetto sicurezza”, che rappresenta il colpo di grazia alla radice più profonda e vitale dei diritti e delle libertà di tutti. Con questa legge il principio di uguaglianza viene definitivamente cancellato e si instaura un regime, anche se non dichiarato espressamente come tale. Anzi, l’informazione irreggimentata devia furbescamente l’attenzione puntando il dito sugli immigrati, collegando la presenza di questi alla criminalità, e solleticando (seguendo il becero stile Lega Nord) i più bassi istinti razzisti del popolino, che resta comunque minoritario in Italia. Fermo restando che una regolamentazione misurata, razionale, integrata ed europea dei flussi migratori sarebbe più che opportuna, magari coniugandola con politiche di reale sviluppo e crescita nei paesi che maggiormente esprimono flussi migratori, ad oggi il “pacchetto sicurezza” non è più solo una questione che riguarda gli immigrati, ma tutti i cittadini italiani, nessuno escluso, i loro diritti e la loro libertà.

Qualcuno cinicamente sostiene che l’italiano medio, specie oggi in periodo di crisi, è preoccupato esclusivamente di mantenere saldo il proprio tenore di vita, le proprie potenzialità di consumo, e che sull’altare di ciò sarebbe disposto anche a rinunciare ai propri diritti, perfino quelli fondamentali. Credo sia vero, e credo sia così perché l’italiano medio di oggi è stato cresciuto secondo parametri e valori che inducono a concetti e comportamenti del genere. Oggi a muovere il paese sono le generazioni cresciute negli anni ‘80, a pane e Fininvest, con i cartoni di “Five” al pomeriggio, e “Drive in” alla sera, i paninari e gli yuppie, il tutto infarcito dei bombardamenti a grappolo degli spot di Publitalia ‘80. Non ha senso indignarsi se oggi queste persone hanno come valore supremo l’acquisto del SUV piuttosto che il mantenimento e la difesa del principio di uguaglianza o dei propri diritti fondamentali. Oltre che indignarsi, occorre fare ogni sforzo per reintrodurre queste persone in un contesto di cittadinanza consapevole, in uno schema di valori nuovo (che poi nuovo non è, dato che recupera valori di fine ‘700…).

La chiave di tutto è l’informazione. Con l’informazione intere generazioni sono state deviate: solo con l’informazione possono essere risvegliate. Per questo ho sentito l’avvocato Alessandra Ballerini (qui nel video), esperta in diritto dell’immigrazione e dei diritti umani, a riguardo del “pacchetto sicurezza”: nella speranza che le sue parole si uniscano a quelle di tanti altri, riuscendo così a sovrastare il baccano dell’informazione pilotata di TV e giornali di regime, e soprattutto arrivino alle orecchie assordate o stordite della maggioranza delle persone che oggi accettano con passiva acquiescenza di venire violentate nei propri diritti e nelle proprie libertà. Le avanguardie sono già sveglie. Attendiamo e lavoriamo con fiducia per il risveglio di tutti gli altri.

Nel frattempo lancio in Rete un'iniziativa per l'8 agosto, giorno di entrata in vigore dell'infame "pacchetto sicurezza": quel giorno ogni blog, ogni sito, ogni forum, ogni portale, ogni community si listi a lutto, perché quel giorno la Costituzione muore, e con lei ogni altra lotta sostenuta prima per la libertà di ognuno di noi, per l'uguaglianza e i diritti di tutti. Insieme o in alternativa al lutto ognuno posti un video da Youtube che onori e ricordi la nostra Costituzione. Chiamamolo il "Lutto dei liberi e degli uguali", in onore della nostra carta fondamentale. Che da quel giorno non esisterà più. Sarà solo un inutile pezzo di carta.

Un Nuovo Ordine